Soggiorno: I parchi dello Utah
Con la loro estensione immensa, gli Stati Uniti ospitano quasi 3.000 Parchi Nazionali: spazi infiniti, rocce dai colori fantastici e modellate dal vento, immense foreste, laghi profondi, sabbie roventi, geyser che ritmano, con la precisione di un cronometro, il respiro vulcanico della terra. Meta preferita per chi ama i grandi silenzi e la natura incontaminata, i parchi nazionali assicurano forti sensazioni a chi ha spirito di avventura, voglia di libertà e di evasione e a chi vuol fare una vacanza fuori dagli schemi comuni.
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Al confine tra Utah e Arizona, la Monument Valley, a lungo considerata l’ottava meraviglia del mondo, è lo scenario immancabile di numerosi film Western. In mezzo ad un altipiano spoglio, battuto dai venti del deserto e abitato soltanto da indiani Navajo e coyote, si innalzano vere e proprie “torri di pietra”, grandi formazioni rocciose dalle pareti verticali con la cima piatta, imponenti picchi, gole intagliate e incredibili monoliti di arenaria che sembrano vegliare, come antiche fortezze, sulla regione circostante. Nello Utah, si trova l’incredibile Arches National Park con gigantesche teste di pietra, ponti e archi naturali, finestre nella roccia e pinnacoli di pietre rosse e arancioni, dalle forme fantastiche. Il vicino Canyonlands National Park, in parte ancora inesplorato, si visita in jeep tra picchi altissimi, città indiane fantasma, strapiombi, gole impervie e vasti altipiani. La località più sorprendente è senz’altro Death Horse Point, a circa 1.830 m di altitudine, dove si ammira una grande ansa del Colorado a forma di ferro di cavallo. Sempre nello Utah, si trova Zion National Park, dalle colossali pareti di arenaria rossa; lo scenario del parco è costituito da un profondo canyon dove l’erosione ha modellato rocce dalle forme inconsuete. Le acque del Virgin River, che attraversa il parco, e altri agenti atmosferici hanno intaccato l’altopiano provocando delle ferite nella roccia calcarea, che, nei millenni, hanno generato le scoscese falesie oggi chiamate “templi”. Una delle meraviglie della natura americana è, senza alcun dubbio, il Bryce Canyon National Park. La grande attrazione del parco sono le enormi fratture della terra che creano suggestivi anfiteatri di calcare rosa e bianco, profondi anche 300 m. Qui si ammira l’erosione delle cosiddette Pink Cliffs, rocce rosa formatesi 50-60 milioni di anni fa, un misto di pietra arenaria e scisti che si mischiano con strati di solido calcare. Questa mistura di rocce, sfaldandosi, ha provocato le formazioni dai colori rosso-rosa, chiamati “hoodoos”, simili ad enormi pinnacoli, colonne, torri e gradini. Anche Capitol Reef National Park preserva, per ben 160 km di lunghezza, il Waterpocket Fold, una piega della crosta terreste con sedimenti dai magnifici colori. Percorrendo la strada al suo interno si costeggia il tortuoso fiume Fremont, sotto alte rupi di arenaria note agli indiani Paiute come “l’Arcobaleno assopito”.
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