Non è solo il richiamo dello shopping con il cambio favorevole ad attrarre sempre più turisti a New York, ma anche la continua trasformazione e le sfide che New York lancia per affermarsi capitale mondiale dell’architettura. Le torri di Richard Meyer nel West Village, i palazzi di Nouvel a SoHo, il Blue Building di Bernard Tschumi nella Lower East Side, il New Museum di Sejima e Nishizawa o la Beekman Tower con i suoi 70 piani rivestiti in titanio di Gehry, ridisegneranno lo skyline più famoso del mondo; e ancora la nuova sede del New York Times, l’ultimo gioiello tecnologico di Renzo Piano, costruito con i principi del risparmio energetico e della trasparenza, che con i suoi 52 piani, i suoi 228 metri e la sua antenna di 100 metri, diventa il terzo grattacielo per altezza. Le luci dei riflettori sono puntate oggi su Chelsea, il nuovo quartiere dell’arte contemporanea che gli architetti più autorevoli e trendy stanno vestendo con abiti nuovi. Frank Gehry, Jean Nouvel, Shigeru Ban e Annabelle Selldorf stanno disegnando l’angolo più bello del mondo o, come viene già definito dai newyorkesi “the most beautiful block in the world”, cambiando il volto della metropoli. A Chelsea è già stato ultimato il primo progetto dell’architetto Frank Gehry realizzato per la città di New York che riguarda la sede dello IAC (Inter- ActivCorp), un palazzo esclusivamente destinato ad uffici sulla 19a. Completamente rivestito di vetro serigrafato che lo rende cangiante a seconda della luce trasformandolo in una grande costruzione dalla consistenza scultorea che, affacciato sull’Hudson River, sembra un veliero dalle vele spiegate. Affacciata sul fiume anche la Torre residenziale di 23 piani progettata da Jean Nouvel dalla facciata ricurva, rivestita di vetro, con una griglia di acciaio che regge 1.650 finestre di varie misure che creano giochi di luce e uno specchio sul fiume.
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