La Namibia è un paese assolutamente unico per la varietà delle specie viventi e delle bellezze naturali e, proprio per le sue innumerevoli sfaccettature, viene denominata il “Diamante d’Africa”. La costa della Namibia è un luogo molto affascinante, spesso avvolta da una fitta nebbiolina, affacciata su un oceano sempre tumultuoso e battuto dai venti. Per anni è stata una “trappola” per navi, tanto che i navigatori portoghesi la nominarono “le sabbie dell’inferno” e oggi lungo la costa, nel tratto denominato Skeleton Coast, si possono ancora vedere i relitti delle navi arenate ai tempi delle conquiste. Percorrendo la strada che costeggia l’oceano si raggiunge Cape Cross, promontorio famoso sia per essere stato il primo approdo dei portoghesi guidati da Diego Cao sulla costa namibiana nel 1486, sia per essere il naturale habitat della più grande colonia di foche al mondo. Oltre 50.000 esemplari hanno scelto come casa questa baia formando la colonia più numerosa di otarie dell’emisfero meridionale. Qui si assiste ad uno spettacolo unico: migliaia di foche distese ad asciugarsi al sole, madri che accudiscono i piccoli, altre ininterrottamente a caccia di pesci tra le onde dell’oceano, riuscendo a resistere alle basse temperature grazie alla pelliccia isolante che si trova sotto il primo strato di pelo. Questa pelliccia, oltre ad essere impermeabile, trattiene l’aria e mantiene la temperatura corporea sopra i 36°. Le foche arrivano a Cape Cross, dopo un viaggio di 1600 chilometri, per “mettere su famiglia”; arrivate a destinazione, dopo i corteggiamenti di rito e l’accoppiamento, la foca femmina che normalmente inizia il periodo fertile a cinque anni di età, genera un piccolo per volta che allatta per circa sei mesi e poi svezza fino a otto/dieci mesi circa. I piccoli di foca riconoscono la madre dall’odore e dalla voce e se capita che il piccolo si allontani e non ritrovi la madre è destinato a morte sicura perché nessun’altra foca si prenderà cura di lui. La foca si immerge in profondità per cercare il cibo: in genere si nutre di gamberetti, crostacei e calamari. È molto abile ad individuare il pesce e l’udito, già ottimo in superficie, si affina ancora di più sott’acqua. Le loro narici e orecchie si chiudono ermeticamente durante le immersioni.
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