La Namibia non è soltanto un paradiso naturale incontaminato: in molte città si conservano le tracce di un passato coloniale che ha lasciato preziosi gioelli tutti da scoprire, nell’architettura come nell’arte culinaria. Affacciata sull’oceano, Lüderitz è un autentico spicchio di Germania in terra africana. Scoperta nel 1884 da un mercante di tabacco originario di Brema, chiamato Adolf Lüderitz, fu il primo avamposto tedesco nel sud-ovest africano. In questa incantevole città, dominata dalla chiesa luterana di Felsenkirche, si respira l’aria di una piccola città tedesca: l’edilizia rispecchia lo stile bavarese e le panetterie sfornano Sacher e pane di segale. I momenti di maggiore splendore vissuti da Lüderitz coincidono con le fortune della vicina Kolmanskop, che negli anni Venti divenne un prospero centro di estrazione di diamanti. Dopo la scoperta, negli anni Cinquanta, di nuovi giacimenti a sud, Kolmanskop venne abbandonata al deserto: oggi è una suggestiva città fantasma dove si respira un’aria surreale, con le dune che si stanno lentamente riappropriando dei propri spazi e invadono le poche case sparse. Anche camminando per le vie di Swakopmund, si ha la sensazione di trovarsi nell’antica Europa. Fondata nel 1893 per contrastare il porto inglese di Walvis Bay, Swakopmund è una città dall’atmosfera piacevole e rilassata: qui l’eredità coloniale traspare dai tetti appuntiti e neri delle caratteristiche costruzioni in Jugendstil (il liberty germanico) e dalle insegne in tedesco. L’ordinato e pulito centro della capitale Windhoek è caratterizzato da un mix di strutture coloniali tedesche e moderni edifici colori pastello. Qui diverse costruzioni testimoniano ancora oggi i legami con il passato tedesco come il Museo delle Alte Feste, la stazione ferroviaria e l’imponente chiesa luterana di mattoni marroni e bordature bianche.
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