Una sola città, ma mille mondi sovrapposti, dove la mexicanidad trova la sua massima espressione. Questa è Città del Messico, la metropoli più grande del mondo che affascina i suoi visitatori e che i chilangos, i suoi abitanti, amano follemente. È un regno di contrasti, una megalopoli caotica, cosmopolita, fatta di rumore e musica. Qui i colori si declinano in mille sfumature, nei volti della gente, negli edifici. Il rosa non è solo il colore del cielo messicano poco prima che il sole lo abbandoni, è anche la zona più elegante e turistica della capitale (la “zona rosa”), in stile prettamente americano; verdi sono i grandi parchi, i serbatoi di aria frizzante della città, ma verdi sono anche i numerosi taxi, tutti maggiolini senza il sedile anteriore destro, “clorofilliane” presenze nel traffico cittadino, che si fissano curiosamente nei ricordi di ogni visitatore. Arcobaleno dalla bellezza travolgente, Città del Messico è soprattutto atmosfera e sensazioni, un mix che coinvolge senza chiedere il permesso. Circa 400 km a sud e si giunge ad Oaxaca, che affascina non solo per la bellezza esteriore, ma per la sua aria magica e leggera, per la sua vita con ritmi d’altri tempi, rilassata e al contempo vivace. Nello Yucatan è possibile ammirare Mérida, solitaria ed elegante, una città meticcia, insieme indigena ed europea. È storicamente e culturalmente ricca, una città dalla bellezza tropicale, nota anche come la “città bianca”, per le sue costruzioni di pietra impastata con calce bianca, molto simili a quelle romane dell’omonima città spagnola. Da Mérida si raggiunge in breve tempo Cancún, località dai due volti: Ciudad Cancún, sulla terraferma, dove risiede la popolazione locale, e Isla Cancún, una striscia di sabbia bianchissima, collegata alla città da due ponti. Cancún, un tempo minuscolo villaggio di pescatori, oggi si presenta trasformata in una meta semplicemente da sogno, “habitat” privilegiato di turisti provenienti da tutto il mondo.
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