Il Tibet, divenuto ufficialmente dal 1964 una regione autonoma cinese, è rimasto per secoli misterioso e intatto grazie alla sua isolata posizione geografi ca. Nascosto tra le alte vette dell’Himalaya e conosciuto per essere la patria del Buddismo, conserva ancora oggi alcuni dei monasteri-fortezza dove fede e tradizioni si fondono in uno splendido connubio di misticismo e religione. L’espressione con cui veniva definito, “land of snow”, identifica esplicitamente la sua collocazione geografica e il suo riferimento leggendario nell’immaginario collettivo. Questo luogo remoto e mitico è oggi una destinazione accessibile che conserva la seduzione dei leggendari racconti di viaggio. Il popolo tibetano ha da sempre abitato la solitudine degli immensi spazi e l’unicità degli ambienti himalayani colmi di mistiche presenze, ha dato vita ad una filosofia religiosa che affascina sempre più il mondo occidentale. Capitale della regione, Lhasa, a circa 5.000 metri a ridosso di un gigantesco altopiano ai piedi dell’Himalaya, è la zona più elevata della Terra. Defi nita “la terra degli Dei”, è una città magica in cui aleggia un sentore di incenso, un profumo fatto di misticismo e magia che affascina il visitatore davanti al monastero più antico della città, il Jokhang, la cattedrale del buddismo tibetano, epicentro della vita sociale e spirituale della città e di fronte all’imponenza del Potala, residenza, palazzo, fortezza e monastero del Dalai Lama. Dirigendosi verso nord l’orizzonte spazia in un paesaggio infinito costellato di laghi trasparenti in cui si riflettono vette coperte da nevi perenni. Proseguendo verso il confine nepalese, da Gyantze con il suo immenso chorten, si raggiunge Xigatze con lo splendido monastero Tashillampo che fu residenza del Panchen Lama, poi il monastero di Sakya, forse il più bello del Tibet, fino al passo La Pa La con paesaggi spettacolari e viste su montagne, laghi e sull’altopiano stesso.
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